No, non è Lercio. Giovanni Bingo è un ragazzo di 28 anni di Alessandria che ha la colpa di aver provato ad iscriversi a Facebook. La richiesta non è andata a buon fine. Motivazione? Siamo spiacenti ma il suo nome incita al gioco d’azzardo e questo viola le policy di Facebook.

La vicenda ha del surreale e ha origine negli algoritmi che Facebook usa, localizzati perlopiù in lingua inglese, per bloccare sul nascere possibili abusi del servizio. In questo caso il social network credeva che l’utente fosse un falso e che fosse un malcelato tentativo di sponsorizzazione di un gioco d’azzardo. Ci può stare, specialmente nell’ottica di dati che non vengono verificati da umani ma da macchine.

La soluzione temporanea al problema è stata per Giovanni quella di modificare il proprio cognome in Binghese, ma ci auguriamo che anche il nostro amico avrà una possibilità di registrarsi col suo vero nome a seguito di una forzatura umana del sistema da parte dello staff italiano di Facebook.

Non c’entra con la vicenda, ma una cosa curiosa è che Giovanni Bingo fa di mestiere il croupier in un casinò.