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Spedizioni Amazon con Poste Italiane

Riceviamo numerose segnalazioni di problemi nel servizio di spedizione di merci acquistate da Amazon quando il corriere è Poste Italiane e vorremmo riportare la lettera scritta da Marco che ci chiede di pubblicarla. Lo facciamo volentieri estrapolando le parti più interessanti.

La mia esperienza

Compro su Amazon regolarmente, con una media di 3-4 ordini ogni mese. In diversi anni di utilizzo del servizio, la merce mi è sempre stata recapitata da corrieri come GLS, Bartolini e TNT e non ho mai avuto problemi nella consegna. Quando ho ricevuto, subito dopo l’ordine, la notizia che il corriere sarebbe stato Poste Italiane ho avuto un brivido ma ho anche pensato tra me e me che forse le voci che corrono potevano essere un po’ esagerate. Mi sbagliavo.

Il giorno di prevista consegna sono stato tutto il tempo dentro casa a lavorare, quindi avrei potuto ricevere il pacco senza intoppi. Eppure nessuno è venuto a citofonare o mi ha chiamato. Okay. Il secondo giorno, quindi con un giorno di ritardo, stessa cosa. Con la differenza che mi sono assentato da casa per qualche ora e al ritorno ho trovato un avviso sulla porta (tra l’altro ben nascosto) che comunicava il fallito tentativo di recapito del pacco.

Sullo stesso foglio c’era scritto che avrei dovuto chiamare un numero 803 per concordare, a partire dal giorno dopo, un nuovo appuntamento oppure scegliere la giacenza del pacco a un ufficio postale della mia città. Chiamo il numero 803 e vengo avvisato che quel numero non è utilizzabile da cellulare. Però siamo ormai nel 2017 e io ho il diritto di non avere un telefono fisso, come molti, giusto? E infatti non ce l’ho. L’unica possibilità è chiamare un numero 199 alternativo, indicato anch’esso sul foglio, che però sarebbe stato a pagamento. Circa 50 centesimi al minuto. Fantastico.

Non mi resta che chiamare questo numero. Sto in attesa 6 minuti con la musichetta e decido di riagganciare prima di riuscire a parlare con qualcuno, anche perché il prodotto che avevo ordinato costava € 5.90 (nello specifico, un cavo USB Type C). Praticamente con lo scatto alla risposta ho già raddoppiato la spesa, molto imbufalito.

A questo punto decido di andare al suddetto ufficio postale Poste Italiane per delucidazioni sul da farsi. La signorina, dopo mezzora di attesa, per buoni 2 minuti è stata a battere sul computer e dopodiché mi dice che innanzitutto non credeva affatto (???) alla storia del numero 199 a pagamento, nonostante le avessi consegnato il foglio di Poste Italiane e lo stesse leggendo lì con me in quel momento. Dopodiché mi dice che del pacco non ha notizia. Sul servizio di tracking del suo terminale diceva che il pacco era ancora nella sede di Peschiera Borromeo (io vivo al Centro Italia) e che forse avrei dovuto provare all’altro (quale?) ufficio postale della mia città, che però ormai erano le 16 e che quindi era chiuso.

Infine, le sue soluzioni sono state queste:

  • Trovare un telefono fisso da cui chiamare perché da cellulare il servizio ha dei problemi (e intanto ho pagato quasi 5 euro di telefonata).
  • Aspettare 5 giorni, perché passati questi il pacco sarebbe andato automaticamente in giacenza in quell’ufficio postale dove mi trovavo adesso.

Ora è pure Natale quindi credo che il mio cavo USB lo avrò nel 2017. Questa storia mi è capitata pochi giorni fa e francamente ancora non ci credo. Non solo ho fatto bene a intristirmi quando ho saputo che il corriere sarebbe stato Poste Italiane, ma ho decisamente sopravvalutato il loro servizio. Appena letto Poste Italiane la reazione più adeguata sarebbe stata quella di mettermi a piangere rotolando a terra per la disperazione.

Vorrei sottolineare che inoltre pago il servizio Prime di Amazon e trovo tutto questo intollerabile, da denuncia. Grazie per aver letto il mio sfogo – Marco

 

1 Comment

  1. Concetta Nicoletta

    dopo 76 consegne in un anno avvenute con lieto fine la prima volta che mi AFFIBIANO Poste italiane tutto va a rotoli. W l’Italia

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